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SALUTARESTORIA DELLA CITTÁVISITA DELLA CITTÁAVVENIMENTII DINTORNI DI KŐSZEGDOVE ALLOGIARE
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Jurisics-vár Művelődési Központ és Várszínház / Centro Culturale e Teatro “Fortezza Jurisics"
Indirizzo:
H-9730 Kőszeg, Rajnis u. 9.
Recapito postale:
H-9731 Kőszeg, Pf. 51.
Indirizzo di posta elettronica:
jurisics@koszeg.hu
Telefono:
+36 94/360-113
Fax:
+36 94/563-244

Direttore:
Zoltán Pócza
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Storia della città
La nascita dell’unica città di diritto regale del comitato (unità amministrativa maggiore di una provincia e minore di una regione) Vas, risalgono al terzo quarto del XIII secolo. La fondazione di Kőszeg è da attribuirsi al ramo Volfer della nazione Héder insediatasi in Ungheria nel 1157: due membri della famiglia Kőszegi provenienti da questa nazione, Enrico (Henrik) II e suo figlio Ivan (Iván), già prima del 1274 spostarono la loro corte familiare da Németújvár a Kőszeg. Fu Carlo d’Angiò ad interrompere definitivamente, nel 1327, il predominio dei Kőszegi nel Transdanubio. Un anno più tardi Kőszeg venne investita del rango di città regale. Durante il regno angioino, tra il 1347 ed il 1381, si rafforzò anche il territorio demaniale della città. Nel 1392 la città di diritto regale entrò in possesso della grande aristocrazia fondiaria. Il conte palatino Nicola (Miklós) Garai la acquistò dalla famiglia Ellerbach di Monyorókerék, che l’aveva acquisita in ipoteca da Re Sigismondo (Zsigmond) di Lussemburgo: l’era Garai ebbe fine nel 1441.

Durante la terza ondata delle grandi guerre ottomane d’invasione del XVI secolo, a Kőszeg si svolsero gli eventi principali della campagna del 1532: dal 5 al 30 agosto di quell’anno il capo dell’esercito turco Ibrahim lanciò ben diciannove durissimi assalti contro la città assediata, ma Kőszeg era stata ben munita dal capitano della città e della fortezza, Nicola (Miklós) Jurisics, che dal 1529 era arrivato qui per assicurarne la difesa. Dopo il fallimento dell’ultimo attacco fu una rivolta di giannizzeri a costringere lo stato maggiore ottomano a rinunciare all’assedio: il 30 agosto 1532, alle 11 in punto – come vuole la tradizione –, l’ultimo contingente delle truppe della Porta lasciò i confini della città.

A ricordo di quel momento, dal 1777, a Kőszeg, tutte le campane suonano alle 11. Nel 1695, dopo le guerre ottomane, la fortezza di Kőszeg e il dominio sulla città passarono nelle mani del ramo ducale della famiglia Esterházy, a cui appartennero fino al 1931. La città fortificata perse la sua importanza strategica dopo la lotta per l’indipendenza legata alla figura del principe Rákóczi. Insieme a Szombathely, Kőszeg rappresentò, per quanto riguarda la liberazione ed il mantenimento dei territori ungheresi oltre il fiume Rába, il punto di maggior forza per i capi militari della parte “kurucz" (antiaustriaca), negli anni dal 1705 al 1708. La libera città di diritto regale visse, nel secolo XVIII, il suo più lungo periodo di pace. Provò a compensare le sue perdite territoriali – per la prima volta nella sua storia – con la fondazione, nel 1712, di un insediamento autonomo, Schwabendorf (Kőszegfalva).

Già durante la prima metà del XIX secolo Kőszeg perse il posto di primo piano che precedentemente godeva nell’ambito del comitato Vas. Nel periodo delle riforme (1825-1848) a Kőszeg furono ben pochi i settori manifatturieri a sopravvivere alla crisi produttiva delle corporazioni. Lo sviluppo precoce della borghesia cittadina è testimoniato dalla fondazione di società per azioni, istituzioni associative e del primo istituto di credito del comitato. Il tessuto cittadino basato soprattutto sulle piccole e medie imprese industriali e commerciali, si arricchì allora del quartiere scolastico, del sanatorio e della zona controllata dalla guarnigione. Per fortuna il capitale che allora accompagnò lo sviluppo della città, non riuscì ad intaccare i valori accumulatisi nel meraviglioso paesaggio urbanistico e naturale.

Persino il complesso della fortezza non subì che la demolizione dei bastioni posti alle entrate. Il tessuto urbanistico della città è rimasto inalterato: nel 1978 Kőszeg ha ricevuto il premio Hild per la conservazione del patrimonio architettonico urbano. Dal 1990 la città è tornata a inquadrarsi tra quanto pianificato dalla propria amministrazione comunale, e quanto connesso alle leggi dell’economia di mercato, cercando il rinnovamento anche nelle possibilità offerte dagli investimenti.


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