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Programmi legati al Libro pronostico dei viticultori
Nel passato come nel presente di questo territorio, sono sempre state importanti la viticoltura e l’enologia. Già nel 1755 la città possedeva 45 jugeri di terra coltivata a vigne. È indubbio che in quel periodo, sia per i più agiati che per i meno abbienti, sia per gli individui che per le comunità, oltre alle attività artigianali corporative o a quelle commerciali, la produzione di vino rappresentava una importante fonte di reddito, anzi talvolta era la più importante. Non è stata soltanto l’importanza economica preponderante della produzione vinicola, ma anche il legame particolare che lega la sorte dell’uomo alla vite ed al vino, a promuovere nel 1740 la fondazione del Libro pronostico: questo libro, di importanza inestimabile anche per la storia culturale del Paese, ha scritto nella prima pagina il motivo della propria creazione. Non è un caso che la presentazione dei polloni delle viti coincidesse con l’elezione del potestà, evento importantissimo per la città: “È sempre stata usanza in questa nobile città che il giorno di San Giorgio, giorno in cui si elegge il potestà, i mastri responsabili dei colli portassero i polloni delle viti nel Palazzo del Consiglio, grazie all’esame dei quali gli abitanti della città potevano prevedere la produzione della prossima vendemmia. Queste previsioni non venivano però fissate in un libro, e con il tempo scomparivano dalla memoria degli uomini, e perciò, affinché anche la posterità possa conoscere quali furono gli anni fausti e quelli infausti capitati a questa città, verranno qui segnate anno per anno, e verranno segnate anche le qualità del vino secondo le annate." Lo stato dei polloni, oltre alla cittadinanza impegnata nella produzione del vino, interessava anche il nuovo potestà, responsabile della politica economica della città. Nel libro dei viticultori anno dopo anno si susseguono i disegni– uno più bello dell’altro – che raffigurano i polloni, eseguiti a matita, a inchiostro ed anche ad acquarello. Nelle giornate di San Giorno l’atmosfera festiva, la gioia dell’attesa, l’eccitazione collettiva, quasi si possono toccare con mano. Il sorgere del sole coglie i sorveglianti dei terreni intenti a cogliere i polloni nelle vigne sui diversi colli. Si preparano alla festa la Banda Musicale Cittadina, i ballerini dell’Associazione di Danza Popolare “Hajnalcsillag" (“Stella dell’alba"), il Circolo Enofilo Femminile, le varie associazioni enologiche e tutti quelli che, partendo da piazza Carlo Roberto (Károly Róbert) a passo di danza, accompagnati dalla musica della Banda, arrivano davanti al Municipio impavesato. Intanto che i polloni vengono mostrati al sindaco della città, la piazza antistante il Municipio si riempie fino all’inverosimile. Dopo aver ascoltato la relazione del presidente del gruppo dei viticultori, sulla produzione dell’annata precedente e sulla valutazione dei polloni dell’anno in corso, al sindaco vengono consegnati i polloni, e tocca a lui aprire, con il suo discorso, le celebrazioni per il giorno di San Giorgio. I cittadini raccolti in piazza, accompagnati dalla musica della Banda, riprendono l’allegra processione verso la Sala dei Cavalieri della Fortezza Jurisics, dove i polloni vengono riprodotti nel Libro pronostico. Inizia la competizione enologica, che si svolge con la collaborazione di grandi esperti ungheresi e stranieri. Durante le celebrazioni, che durano alcuni giorni, i viticultori organizzano visite enologiche nelle loro cantine, il loro gruppo invita gli interessati alle degustazioni dove vengono presentati i vini di Kőszeg. Inoltre vengono tenute relazioni scientifiche sui compiti attuali della viticoltura, sulla produzione enologica e sulle sue tendenze, ed anche su problemi di interesse nazionale a questo proposito. Le giornate vengono poi rallegrate da concerti di musica classica, festival per bande musicali e serate di danza popolare. |
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